Secondo le notizie rilasciate dall’agenzia Xinhua, gli ufficiali cinesi avrebbero arrestato altre 319 persone nello Xinjiang. Nei giorni scorsi erano già state fermate 253 persone, per la maggior parte di etnia uigura. La polizia non ha reso noto il numero complessivo delle persone arrestate in seguito ai disordini di Urumqi del 5 luglio, ma se si sommano le cifre pubblicate dai media cinesi si arriva a circa 2000 persone. Rebiya Kadeer, leader del World Uighur Congress, sostiene che sarebbero 10.000 le persone scomparse in seguito ai disordini, cifra che il governo cinese considera un’invenzione.