
Polonews Rif. 20100521
L’urbanizzazione non è solo il trasferimento di contadini in città
Un testo molto importante. Chiarisce alcune ipotesi che Polonews aveva avanzato e che - dopo questo testo - cessano di essere ipotesi interpretative per trasformarsi in precise direttive politiche cinesi. Tema centrale non è solamente il problema di un’assistenza mirata ai lavoratori migranti, ma il sommarsi di contraddizioni su quella che abbiamo definito “cultura del fratello maggiore” tra le bande (gang) che ormai con frequenza animano la vita notturna delle periferie delle città cinesi. C’è la consapevolezza che siamo di fronte a un problema diverso e che richiede diversi strumenti di lettura e di interpretazione. Il disagio di un ragazzo abbandonato, o di un figlio di migranti che di fatto vive in città senza potere contare su alcuna presenza dei genitori, genera una sua cultura specifica che colpisce al cuore quel sistema elastico di crescita della città il cui pilastro istituzionale è il mantenimento degli immigrati in un’area di inserimento e non inserimento, tale per cui oggi sono cittadini e fanno parte della città e domani potranno essere invitati a tornare alle loro case. (...)
Si è tenuto recentemente a Fuzhou un seminario sul tema: “Previdenza sociale e stratificazione sociale nella popolazione fluttuante cinese”, dal quale è emerso che l’estensione della popolazione migrante è ormai superiore ai 200 milioni di persone, e che la nuova generazione di lavoratori migranti è già diventata il nucleo principale della popolazione fluttuante. Prima di ciò, un documento chiave del governo pubblicato nel 2010 ha chiaramente stabilito che “si prendano misure mirate e si faccia il possibile per risolvere la questione dei lavoratori migranti di nuova generazione”, ciò dimostra che i lavoratori migranti di nuova generazione hanno già ottenuto l’attenzione e l’interesse dello stato. (...)