
Polonews Rif. 20090901_i
1966: l’inizio della Rivoluzione culturale
Articolo uscito nel 1966 pochi giorni dopo la dichiarazione dell’inizio della Rivoluzione culturale [d’ora in
poi R.C. in questa introduzione] e ripubblicato nell’ottobre del 2009 nella sezione dei 60 anni della Repubblica
cinese, in cui si ripercorrono gli eventi storici più significativi della storia contemporanea.
Si hanno molteplici possibili chiavi di lettura. Proveremo a indicare quelle che sembrano essere degne di
maggiore rilievo:
1) Il testo sposa l’atteggiamento tradizionale della storiografia cinese nei confronti degli “eventi”: le cose non avvengono
perché è “giusto” che avvengano, ma perché ormai erano nella logica delle cose. Il Partito non le ha provocate, ma
ha preso atto che non è possibile fermarle; le masse si sono rovesciate in questo flusso con la naturalezza dei fiumi in
piena. “Tutto è già avvenuto - sembrerebbe di potere sintetizzare - e assai opportunamente il partito lascia che le cose
si sviluppino in modo assolutamente naturale”. La naturalezza di quanto avviene sembra ribadirsi nel ripetuto citare
l’acqua che inonda i campi, la pioggia che finalmente cade. Non vi è rottura, ma la rottura è conferma della continuità.
(...)
In seguito alla proclamazione da parte del comitato centrale della Grande rivoluzione culturale del proletariato
i quadri, gli intellettuali e le masse rivoluzionarie del nord-ovest, del nord-est e di tutto il nord della
Cina hanno gioito insieme e hanno appoggiato la decisione del comitato centrale con grande determinazione
e entusiasmo. Hanno dimostrato di voler studiare e mettere in pratica scrupolosamente la saggia decisione
presa dal presidente Mao Zedong e dal comitato centrale, giurando di lottare per la totale vittoria della Grande
rivoluzione culturale del proletariato.
“La saggia decisione del comitato centrale ha illuminato la via della vittoria della Grande rivoluzione culturale
del proletariato, noi agiremo sicuramente secondo le direttive e dovremo inciderle nel nostro cuore e realizzarle
tramite le azioni”, questa è la decisione comune degli operai, dei contadini, dei soldati, degli intellettuali e dei
quadri rivoluzionari della zona del nord-ovest della Cina. (...)