
Polonews Rif. 20081107
Crisi economica e equilibri geopolitici
Articolo interessante perché rivela con quale attenzione la stampa cinese segue quella internazionale e perché rivela, ancora una volta, i nervi tesi della Cina in merito alla riorganizzazione delle istituzioni internazionali dopo il crollo dell’era bushiana e la crisi finanziaria esplosa nell’autunno del 2008. Il tema non è, non sembra essere, la crisi in sé, quanto la pretesa di risolverla con mezzi pensati da quegli stessi ambienti che l’hanno innescata e provocata. È quella crisi della credibilità occidentale che fa ripetere al giornalista [in un gioco di citazioni incrociate, sicché anche qui non si capisce se sia lui a riferire il parere del giornalista dell’Economist
o viceversa] secondo cui «I paesi emergenti hanno già mangiato abbastanza a lungo la medicina dell’Occidente».
Terminate le Olimpiadi e le celebrazioni ad esse collegate, forse per confronto, forse per la gravità della situazione in essere, i giornali cinesi offrono con grande abbondanza riflessioni dure, molto dure verso l’Occidente e le sue responsabilità.
Il 10 ottobre il quotidiano inglese Financial Time ha pubblicato un articolo dal titolo: “La crisi indica che sta emergendo una nuova geopolitica”, di cui forniamo un breve riassunto.
I politici e gli osservatori internazionali non possono essere assolti facilmente, in quanto non sono riusciti a prevedere la tempesta che stava arrivando. Tuttavia, a volte è utile anche osservare le cose dall’altra parte. I resti del sistema finanziario possono essere considerati uno specchio e possiamo così trarre una lezione dall’attuale
cambiamento dell’equilibrio geopolitico. (...)